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04.02.2014

Gli spazi collettivi nella realizzazione del progetto

heineken Intervista a Federico Bianchi – Officelayout – #155

L’ufficio tradizionalmente inteso è obsoleto, costoso e non corrispondente alle nuove dinamiche organizzative del lavoro. Cambia il rapporto tra “postazione operativa” e “spazio di lavoro” destinati a non coincidere più come un tempo, e si esclude il concetto di “proprietà d’ufficio” a favore di “spazi collettivi”. Abbiamo analizzato questa tendenza da un osservatorio privilegiato. Quello di ISG Italia, società protagonista del general contracting che ha realizzato sedi di corporate nazionali e internazionali. Ne parliamo con Federico Bianchi, managing director.

Il trend nella concezione degli uffici è nella direzione di togliere spazio al singolo per concederlo agli spazi collettivi. Come si relazionano queste esigenze dal punto di vista progettuale e realizzativo?

Federico Bianchi: I metri quadri della postazione di lavoro si sono ridotti. Lo si deduce dalle tipologie d’arredo, cambiate nella forma e negli ingombri sempre più compatti ma anche dal modo in cui il lavoratore vive il microambiente di lavoro. A livello di layout si è cercato di compensare questa tendenza mettendo a disposizione spazi di uso comune che rispondono a differenti esigenze funzionali. In primo luogo favoriscono il lavoro in team, la comunicazione e l’integrazione tra le persone. A questa componente di socializzazione, si aggiunge un’esigenza opposta che porta a creare ambienti che consentono di staccarsi dal lavoro in open space, per isolarsi quando si devono svolgere compiti che richiedono maggiore concentrazione. Comunicazione e isolamento diventano così due lati della stessa medaglia che il progetto è chiamato a soddisfare. La relazione tra aree operative e spazi collettivi richiede una grande attenzione in fase di progetto prima e di realizzazione dopo.

Quale messaggio dare ai produttori di mobili per ufficio che devono dare risposte diversificate e strutturare un’offerta non più focalizzata sulla postazione di lavoro?

Federico Bianchi: Vanno distinti due piani di intervento. Da un lato la ricerca di chi progetta e produce arredi deve essere quella di ottimizzare e massimizzare l’efficienza della workstation. Dall’altro lato, per arredare gli spazi comuni, le aziende produttrici devono ampliare la propria offerta con prodotti standard quali sedute, divani, poltrone, tavolini, ecc. che possano essere combinati dal progettista per creare ambienti che interpretano l’anima dell’azienda. Per cui, è difficile dare un trend univoco. È auspicabile avere a disposizione dei cataloghi ampi e completi che possano fornire degli spunti dal punto di vista compositivo e creativo anche al cliente finale. Altro aspetto è il tema della sostenibilità, predominante in tutti i progetti che realizziamo. Oggi tutte le produzioni che hanno una sensibilità nei confronti di processi produttivi ecosostenibili vengono maggiormente prese in considerazione nelle scelte dei clienti, dei progettisti e di noi general contractor, soprattutto per quanto riguarda gli spazi collettivi. Si pensi alla gestione dei rifiuti, all’insonorizzazione e al risparmio energetico, solo per citare alcuni esempi.

Nella vostra esperienza quali sono stati i feedback delle aziende che hanno scelto di valorizzare queste aree?

Federico Bianchi: Il feedback, per clienti come Symantec, Société Générale o Heineken che hanno cercato di inserire nell’ambiente di lavoro i temi della socialità e della collaborazione, è sicuramente positivo. È difficile dire quale sia il coefficiente di incremento della produttività, ma se questi spazi sono progettati in modo da essere correttamente percepiti dalle persone hanno riflessi positivi sul clima aziendale. Va però sottolineato che la sola presenza di spazi collettivi non è sufficiente a garantirne la funzionalità e una corretta percezione da part e del lavoratore. È necessario che il progetto giunga a una caratterizzazione non solo dal punto di vista estetico, ma anche attraverso contenuti che trasmettano i valori aziendali. Si sommano quindi al concept progettuale dell’architetto elementi come l’uso, per esempio, dei colori e delle immagini corporate che concorrono a veicolare la brand identity. Di conseguenza la natura di questi spazi è meno standardizzata e più creativa. Solo così tali ambienti contribuiscono a far crescere il senso di appartenenza delle persone all’azienda. Credo quindi che il trend in atto nella realizzazione dell’ufficio sia assolutamente questo. Non è immaginabile un ritorno all’incomunicabilità dei cellular offices, per i benefici che questa trasformazione ha portato in termini di maggior produttività e di miglioramento della qualità della vita dei lavoratori.

Officelayout #155